Implantologia, Chirurgia

implantologia

L’implantologia è ancora oggi considerata dal pubblico una tecnica pionieristica e molto invasiva per la sostituzione degli elementi mancanti. Queste opinioni sono tuttavia molto errate e legate al passato.

Fino a ieri infatti l’implantologia garantiva una percentuale di successo del 50% e cioè almeno un impianto ogni due poteva avere un problema. Oggi invece la percentuale di successo degli impianti singoli si avvicina al 99%. Questo ha completamente stravolto le regole in odontoiatria, facendo divenire l’implantologia una tecnica di routine per la sostituzione dei denti mancanti.

Il primo passo per ritrovare questa sicurezza del trattamento risiede nell’affidarsi a professionisti che hanno seguito una curva di apprendimento altamente specialistica nel settore e con più di quindici anni di esperienza alle spalle.

La funzione dell’impianto è molteplice. L’impianto dentale può:

  • sostituire un singolo dente;
  • essere pilastro per un classico ponte;
  • stabilizzare una protesi mobile;
  • trasformare una protesi mobile in una dentatura fissa e stabile.

La perdita di elementi dentali comporta una serie di problematiche che interessano sia la zona dove manca il denta ma anche i denti vicini e nondimeno anche i denti dell’arcata opposta. Infatti una volta che il dente è stato estratto, l’osso che reggeva il dente va incontro ad atrofia , riducendosi e contraendosi sempre più e limitando le possibilità di poter inserire un impianto.

I denti vicini invece cominciano a migrare peggiorando situazioni di affollamento dentale o a inclinarsi notevolmente e creando i presupposti per una tasca parodontale. I denti dell’arcata opposta invece cominciano a muoverso verso la zona di mancanza, compromettendo l’occlusione e la masticazione e alterando il profilo della gengiva.

In caso di perdita di un singolo elemento dentale, la sua sostituzione con una protesi tradizionale a ponte comporterebbe la obbligatoria lavorazione dei due denti vicini (per sistemare un singolo dente bisogna intervenire su tre denti). Con l’implantologia gli elementi vicini non vengono toccati e in termini economici il risparmio è garantito.

Stabilizzare una protesi mobile

Molto spesso la protesi totale, specialmente inferiore, è fonte di disagio per il paziente poiché la protesi “balla”.

Per sistemare questo problema è possibile inserire gli impianti dentali che, collegati ad un meccanismo a clip, tengono ancorata la protesi totale alla mandibola. Questo trasforma una protesi mobile in una dentatura completamente nuova, aumentando la confidenza durante la masticazione e la fonazione.

OSTEOPOROSI

Recenti studi hanno messo in evidenza come patologie ossee come l’osteoporosi non siano una controindicazione assoluta al posizionamento di impianti. I moderni impianti dentali , grazie a superfici bioattive, favoriscono l’adesione e l’ancoraggio anche in pazienti con osteoporosi (Holahan 2008). Rimane invece di fondamentale importanza la gestione del protocollo di carico protesico.

Il carico immediato

Il normale tempo di guarigione di un impianto può variare tra i due e i sei mesi a seconda della condizione ossea del paziente (carico differito o anticipato).

Esistono però condizioni che possono portare a ridurre i tempi di attesa . in alcuno casi selezionati è possibile inserire impianto e dente nella stessa seduta (carico immediato). In passato si doveva procedere all’estrazione del dente e alla sua guarigione. Successivamente si poteva inserire l’impianto e poi mettere il dente. Ora questi tempi canonici possono essere abbreviati se le condizioni lo permettono, evitando di rimanere senza dente per lungo tempo o dover indossare un apparecchio rimovibile.

  • È possibile estrarre il dente ed inserire subito l’impianto
  • È possibile inserire l’impianto ed avere subito il dente.

Ovviamente queste possibilita’ sono limitate a condizioni anatomiche e cliniche favorevoli. L’odontoiatra saprà consigliarvi quale sia la metodica più sicura e conveniente nel vostro caso.